distanza da Agrigento km 97; abitanti 4.195; altitudine m.949
Caltabellotta è un borgo montano dall’elevata posizione
, grazie alla quale ha svolto, per oltre 2000 anni, un ruolo strategico sul territorio che va dal fiume Belice al fiume Platani. Contesa, dominata e distrutta dai popoli che si sono succeduti in Sicilia, Caltabellotta è sempre riuscita a rigenerarsi, cambiando nome e ubicazione. Diverse
testimonianze archeologiche attestano la sue antiche e nobili origini; alcuni di essi si trovano a
Sant’Anna, la frazione che sorge a valle del paese. Già fiorente città sicana, nel VI sec. a.C. i greci cambiarono il suo nome originario (forse Inycon o Kamikos) in Triokala, a sottolineare le sue tre qualità maggiori: abbondanza d’acqua, fertilità del suolo, saldo presidio naturale. Teatro della II guerra servile (103-99 a.C.) che oppose gli schiavi all’oppressione di Roma, Triokala fu devastata dai Romani e poi ripopolata. Fu fra le prime sedi vescovili in Sicilia, dalla metà del secolo I d.C. fino almeno al 787, e fiorente centro bizantino. Gli arabi diedero alla città l'impronta urbanistica tipicamente islamica e il nome di Kalat-al-Ballut (fortezza delle Querce), da cui deriva l’odierno Caltabellotta. Nel suo
centro storico impreziosito da
Chiese di varie epoche, i normanni edificarono un
Castello in cui venne molto probabilmente firmata la storica
Pace di Caltabellotta, spesso rievocata con un sontuoso corteo storico.
La Festa di Pasqua, la festa di Maria SS. Dei Miracoli e del
SS. Crocifisso, e il
Presepe Vivente costituiscono le
feste più tradizionali del luogo.
Cosa vedere :
testimonianze archeologiche; centro storico e altri siti monumentali: Eremo di S.Pellegrino; Castello; Chiesa Madre, Chiese di S. Francesco di Paola, del S.S. Salvatore, della Pietà, di S.Agostino.
Cosa gustare:
cucina locale,
patate a sfinciuni , pane condito con
olio extravergine d’oliva, fichi e pomodori secchi, mandorle, formaggi, ricotta fresca, miele.