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La Pace di Caltabellotta - Corteo Storico

Nel 1302, venne firmata la storica “Pace di Caltabellotta” che pose fine alla guerra del Vespro fra Angioini e Aragonesi, segnando il passaggio della Sicilia dall’orbita d’influenza francese a quella spagnola. Alcuni storici concordano sul fatto che essa venne suggellata proprio in questi luoghi ponendo fine a una lunghissima e sanguinosa spirale di violenza. Periodicamente , d'estate, questo importante momento ,ricordato in tutti i libri di storia, viene rievocato attraverso sfilate in costume da un corteo storico.


Caltabellotta

distanza da Agrigento km 97; abitanti 4.195; altitudine m.949

Caltabellotta è un borgo montano dall’elevata posizione, grazie alla quale ha svolto, per oltre 2000 anni, un ruolo strategico sul territorio che va dal fiume Belice al fiume Platani. Contesa, dominata e distrutta dai popoli che si sono succeduti in Sicilia, Caltabellotta è sempre riuscita a rigenerarsi, cambiando nome e ubicazione. Diverse testimonianze archeologiche attestano la sue antiche e nobili origini; alcuni di essi si trovano a Sant’Anna, la frazione che sorge a valle del paese. Già fiorente città sicana, nel VI sec. a.C. i greci cambiarono il suo nome originario (forse Inycon o Kamikos) in Triokala, a sottolineare le sue tre qualità maggiori: abbondanza d’acqua, fertilità del suolo, saldo presidio naturale. Teatro della II guerra servile (103-99 a.C.) che oppose gli schiavi all’oppressione di Roma, Triokala fu devastata dai Romani e poi ripopolata. Fu fra le prime sedi vescovili in Sicilia, dalla metà del secolo I d.C. fino almeno al 787, e fiorente centro bizantino. Gli arabi diedero alla città l'impronta urbanistica tipicamente islamica e il nome di Kalat-al-Ballut (fortezza delle Querce), da cui deriva l’odierno Caltabellotta. Nel suo centro storico impreziosito da Chiese di varie epoche,  i normanni edificarono un Castello in cui venne molto probabilmente firmata la storica Pace di Caltabellotta, spesso rievocata con un sontuoso corteo storico. La Festa di Pasqua, la festa di Maria SS. Dei Miracoli e del SS. Crocifisso, e il Presepe Vivente costituiscono le feste più tradizionali del luogo.

 
Cosa vedere : testimonianze archeologiche; centro storico e altri siti monumentali: Eremo di S.Pellegrino; Castello; Chiesa Madre, Chiese di S. Francesco di Paola, del S.S. Salvatore, della Pietà, di S.Agostino.
Cosa gustare: cucina locale, patate a sfinciuni , pane condito con olio extravergine d’oliva, fichi e pomodori secchi, mandorle, formaggi, ricotta fresca, miele.
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