Monumenti e chiese di Favara
Il Castello, costruito intorno al 1275 da Federico II Chiaramonte, è stato recentemente reso fruibile al pubblico dopo sapienti restauri. La sua mole massiccia, a pianta quadrangolare, è alleggerita da bifore; l’annessa cappella, coperta da una cupola emisferica di tipo arabo, è preceduta da un portale dalle tipiche forme "chiaramontane", con un'architrave costituito da un antico rilievo romano con bighe guidate da genietti.
Il Castello si trova in piazza Cavour: l'ampia piazza, circondata da bei palazzi ottocenteschi, ospita pure la Chiesa del Rosario, risalente al secolo XVIII e ornata da splendidi stucchi e da un soffitto a cassettoni dipinto. Altre chiese di interesse artistico sono la Chiesa del Carmine (sec. XVI ) e la Chiesa della Madonna dell’Itria (sec.XIV). La sontuosa Chiesa Madre, d’impiantto seicentesco ma più volte rimaneggiata, impreziosisce il Corso Vittorio Emanuele: la via principale della città.
Favara
distanza da Agrigento km 13; abitanti 33.558; altitudine mt.338
Il nome della città rinvia all’origine araba (
fawar = sorgente d'acqua), ma la zona presenta
testimonianze archeologiche a partire dall’età del bronzo. Secondo le più attendibili fonti storiche, Favara
si andò formando nella seconda metà del XIII secolo attorno al
Castello chiaramontano, sito nell’ampia piazza Cavour su cui prospettano alcuni
palazzi ottocenteschi e pregevoli
Chiese.
Poco distante dal paese, la miniera solfifera della Ciavolotta : un tempo attiva ed oggi interessata da un intervento di conversione in parco minerario. Oltre all’uva e ai cereali, nel suo fertile territorio si coltivano mandorli e pistacchi che costituiscono gli ingredienti principali dell’
Agnello Pasquale: specialità dolciaria tipica, cui è dedicata una ricca sagra. La
Sagra dell'Agnello Pasquale e la
Festa di S. Giuseppe costituiscono le due maggiori manifestazioni di tradizione popolare del luogo.
Cosa vedere:
Castello Chiaramontano,
Chiesa Madre,
Chiesa del Carmine,
Chiesa del Rosario,
Chiesa dell'Itria. Resti delle
necropoli e
villa romana.
Cosa gustare: prodotti tipici e cucina locale, pasticcini di mandorla, Agnello Pasquale;
Minestra di S.Giuseppe