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Castello di Caltabellotta

I normanni presero  Caltabellotta nel 1090, e dopo aver distrutto quello arabo edificarono il proprio Castello, le cui suggestive rovine sono sparse lungo il monte omonimo; dal Monte Castello la vista può spaziare, a sud, da Capo Bianco fino all'isola di Pantelleria, e a nord verso le valli e le vette dei Monti Sicani. Oltre al Castello, i normanni costruirono chiese e monasteri, facendo della città un importante centro di controllo del territorio circostante per tutto il medioevo. Qui pare, che nel 1302, venne firmata la storica Pace di Caltabellotta che pose fine alla guerra del Vespro fra Angioini e Aragonesi, segnando il passaggio della Sicilia dall’orbita d’influenza francese a quella spagnola.

Chiese e Monumenti

La Chiesa Madre è di fondazione normanna,costruita dopo la vittoria sugli arabi : la sua semplice facciata in pietra viva è esaltata dall'ampia piazza antistante e dalla scalinata che conduce al suo ingresso;all'interno, affreschi,stucchi e sculture dei Gagini e del Ferraro, e altre pregevoli opere, testimoniano la vitalità della devozione attraverso i secoli. La torre campanaria,isolata rispetto alla chiesa,è forse di epoca anteriore. Risale all’epoca normanna anche la Chiesa di San Francesco di Paola, recante lo stemma del conte Ruggero al di sopra del portale, e la Chiesa del S.S. Salvatore che presenta un interessante portale ogivale in stile chiaramontano. Molto suggestiva la piccola Chiesa della Pietà, forse d'origine bizantina, che è in parte ricavata nella roccia. Ai piedi della Rupe Gogàla sorge la Chiesa di S.Agostino, d’impianto trecentesco e dal portale barocco, dov’è conservata “La Deposizione” - opera in terracotta policroma realizzata nel ‘500 dal Ferraro – e in cui sono custoditi i simulacri di Maria SS. Dei Miracoli e del SS. Crocifisso. L'Eremo di San Pellegrino,del XVI secolo, sorse addossato a due grotte dove secondo la leggenda visse il santo vescovo dell’antica Triokala, che liberò il paese dalla presenza di un drago che ogni giorno esigeva in pasto un bambino.

Caltabellotta

distanza da Agrigento km 97; abitanti 4.195; altitudine m.949

Caltabellotta è un borgo montano dall’elevata posizione, grazie alla quale ha svolto, per oltre 2000 anni, un ruolo strategico sul territorio che va dal fiume Belice al fiume Platani. Contesa, dominata e distrutta dai popoli che si sono succeduti in Sicilia, Caltabellotta è sempre riuscita a rigenerarsi, cambiando nome e ubicazione. Diverse testimonianze archeologiche attestano la sue antiche e nobili origini; alcuni di essi si trovano a Sant’Anna, la frazione che sorge a valle del paese. Già fiorente città sicana, nel VI sec. a.C. i greci cambiarono il suo nome originario (forse Inycon o Kamikos) in Triokala, a sottolineare le sue tre qualità maggiori: abbondanza d’acqua, fertilità del suolo, saldo presidio naturale. Teatro della II guerra servile (103-99 a.C.) che oppose gli schiavi all’oppressione di Roma, Triokala fu devastata dai Romani e poi ripopolata. Fu fra le prime sedi vescovili in Sicilia, dalla metà del secolo I d.C. fino almeno al 787, e fiorente centro bizantino. Gli arabi diedero alla città l'impronta urbanistica tipicamente islamica e il nome di Kalat-al-Ballut (fortezza delle Querce), da cui deriva l’odierno Caltabellotta. Nel suo centro storico impreziosito da Chiese di varie epoche,  i normanni edificarono un Castello in cui venne molto probabilmente firmata la storica Pace di Caltabellotta, spesso rievocata con un sontuoso corteo storico. La Festa di Pasqua, la festa di Maria SS. Dei Miracoli e del SS. Crocifisso, e il Presepe Vivente costituiscono le feste più tradizionali del luogo.

 
Cosa vedere : testimonianze archeologiche; centro storico e altri siti monumentali: Eremo di S.Pellegrino; Castello; Chiesa Madre, Chiese di S. Francesco di Paola, del S.S. Salvatore, della Pietà, di S.Agostino.
Cosa gustare: cucina locale, patate a sfinciuni , pane condito con olio extravergine d’oliva, fichi e pomodori secchi, mandorle, formaggi, ricotta fresca, miele.
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